lunedì 7 novembre 2011

Tiziano Cantatore > Di parole e di musica



Il momento più felice della canzone italiana è rappresentato probabilmente dall’era dei cantautori, indietro negli anni settanta. Cantanti e autori delle proprie musiche e quasi sempre dei testi, ispirati dai grandi songwriter della scena rock, da Bob Dylan a Leonard Cohen, ma talvolta anche da autori più sperimentali come Tim Buckley o Nick Drake, o magari persino dai Rolling Stones (Finardi, Bennato).
Senza destare clamori Tiziano Cantatore è stato parte di quella scena, con un paio di album editi in quei giorni, Momenti di Uomo ed È sparita l’Orsa Maggiore. Dedicatosi poi alle altre passioni, il giornalismo e la motocicletta, Tiziano non ha appeso la chitarra al chiodo ma è rimasto un appassionato musicista folk di ispirazione americana, le cui strade ha percorso in lungo ed in largo su due ruote. Con il proposito sempre presente di tornare ad incidere, sogno finalmente realizzato 33 anni dopo l’ultimo vinile, con un nuovo album intitolato di parole e di musica. L’ispirazione è chiaramente quella di Fabrizio De André nella sua esperienza con Massimo Bubola, quello dei giorni de l’Indiano e di canzoni come Fiume Sand Creek. La stessa vena richiamata dal recente Barnetti Bros Band dello stesso Bubola con Massimiliano Larocca e Andrea Parodi: il west dell’anima che dal fiume Po arriva al Colorado. Tiziano suona con perizia e sicurezza, ha una voce salda e decisa e la band che l’accompagna non teme confronti con i folk rocker d’oltreoceano. Spuntano anche collaborazioni con l’amico di lunga data Tiziano Sclavi (Dylan Dog) per un paio di testi ed il chitarrista Riccardo Zappa, e qualche cover originaria di entrambe le spiagge dell’Atlantico, come Celia di Phil Ochs, Lake Marie di John Prine o la bella ripresa del folk di protesta d’annata E quando sarò ricco di Anna Identici, il mio momento preferito del disco:

“E quando sarò ricco te lo giuro, non prenderò più il treno pendolare, col gelo che ti inchioda contro il muro e stanco che non riesci a camminare…”

Musicalmente è apprezzabile Il Segreto di Johnny, come pure Ci Sono Giorni, forse il pezzo migliore di Tiziano assieme alla title track, e la evocativa Stella Cadente che potrebbe fare parte del repertorio dell’amico fragile. La citata Lake Marie di John Prine sia pur cantata in italiano tranne che nel ritornello, è il momento più americano del disco, mentre di parole e di musica (la canzone) rappresenta la maturità raggiunta dal cantante. La parola chiave dell’operazione è "passione": come scriveva di recente un recensore l’artigianato non è arte e se nella gradevolezza del tutto manca quella marcia in più che fa scrivere la canzone memorabile o il testo da cantare a pieni polmoni, c’è un fascino nel loser che mette l’anima in un b-movie, un disco “di periferia”.

“di parole e di musica hai riempito la vita, di parole e di musica hai mangiato e bevuto, di parole e di musica ti è rimasto il ricordo, di parole e di musica hai riempito il tuo mondo”

PS: il disco è edito da Capitani Coraggiosi Records, e di trova anche su iTunes. Consiglio di prendersi il tempo di ascoltare almeno E quando sarò ricco e Di parole e di musica. Magari si potrebbe suggerire a Cantatore un’operazione simile a quella del già recensito disco di Alberto Arcangeli, che ha messo a disposizione le sue canzoni sul web per aumentarne la diffusione. In effetti è improbabile che in Italia le vendite di un disco così possano cambiare la vita…

Nessun commento:

Posta un commento