venerdì 29 luglio 2011

Oceans to drink: Stan Ridgway in Italia (by Massimo Trapletti)


"Ci capitava spesso di andare a concerti e ci succedeva spesso che gli spettacoli non fossero proprio sotto casa e nemmeno in giorni di riposo. Poi lo scorrere degli anni e delle cose, gli annessi, i connessi e, forse, anche un po’ di distacco rendono questi momenti meno frequenti... Però è sufficiente una serata con una vecchia conoscenza per riassaporare certe piccole emozioni.
Qualche numero, portate pazienza, per aiutare a comprendere:
32° - gradi (temperatura media)
390 i km consumati (andata e ritorno)
2.45 – orario di rientro….

Stan Ridgway è ormai un signore di 57 anni, dotato di comunicativa e sense of humour che da anni gira gli States, e se c’è occasione anche il resto del mondo, con la sua signora alle tastiere e un paio di vecchi amici a completare la band. Così è stato anche l’altra sera ad Asti. Una serata semplice, una bella cornice e un pubblico diviso tra “zoccoloduristi” e semplici curiosi, tutti comodamente seduti ad ascoltare uno dei più originali songwriter americani degli ultimi decenni. La voce, l’armonica il suono della chitarra rimandano sempre al west… rispetto agli ultimi lavori meno ballate e meno folk e qualche concessione in più al periodo Wall Of Voodoo e alle prime opere da solista. Ma non è solo il concerto, il suono, NEON MIRAGE (ultimo suo lavoro) ma è quello che serate come queste possono rappresentare…. e non essendo in grado di spiegarvelo come vorrei prendo a prestito le parole di una delle più belle canzoni del nostro, (che l’altra sera non ha eseguito), ”A mission in life”:


“You got a mission in life, to hold out your hand…
to help the other guys out, help your fellow men…
that’s why I own this bar, they are thirsty outside
I give them oceans to drink, then they drawn in the tide…”


Non so se il senso della canzone sia questo ma potrebbe anche esserlo per cui un grazie a Stan che ha rispettato la sua missione regalando a noi che siamo qua fuori, oceani da bere prima di tornare a combattere per non affondare nella marea.
Ne consegue che anche domani si possono rifare 390 km (andate e ritorno)- La sete è sempre tanta.

Thanks folks!!!"

Massimo Trapletti

giovedì 28 luglio 2011

un'infornata di Little Village


John Hiatt > Dirty Jeans And Mudslide Hymns (New West) in uscita il 8 agosto 


Rockpile > Live At Montreux 1980 (Eagle) in uscita il 22 agosto 


Ry Cooder > Pull Up Some Dust & Sit Down (Nonesuch) in uscita il 5 settembre 


Nick Lowe > The Old Magic (Proper) in uscita il 12 settembre 

Chi li ha ascoltati giura che siano ottimi dischi. Pare che avremo un autunno caldo...

mercoledì 13 luglio 2011

Mellencamp Italian Tour

A Vigevano ha suonato 1:30, a Roma una miseria di 1:15, e Udine il concerto è saltato. Perché? Si dice per problemi di soldini con il manager, più probabilmente per ritorsioni nei confronti dei fischi con cui il pubblico italiano ha accolto il film proiettato a forza dall'artista prima del concerto. Che dire? Che è solo rock & roll, e quando il successo da alla testa i risultati sono questi. Mellencamp che costringe il pubblico a sorbirsi un film in cui si mostra come l'eredità dell'American Music di Elvis (Sun Records) e del rock delle radici mi ricorda il Berlusconi che propina ai suoi ospiti i filmati dei suoi incontri con i capi di stato stranieri. Chi si loda s'imbroda, e che sei un grande lo devi dimostrare ogni notte in concerto, e non auto-incensandoti.

Warren Haynes a Genova

"Caldo, umile, superbo. Semplicemente divino.
Un esempio per tutti. Ci voleva un grande concerto per smaltire la mia delusione per lo show di Mellencamp, e Warren Haynes ha oltrepassato qualsiasi aspettativa".

sullo Zambo's Place