giovedì 8 marzo 2012

The Del Fuegos > Silver Star



  1. Time Slips Away
  2. What You Do
  3. Friday Night
  4. Better Let Me
  5. Through Your Eyes
  6. The Midnight Train
  7. Don't Go Down In the Hole
  8. Raw Honey


2012 

mercoledì 29 febbraio 2012

Cowboy



Lorenzo Bertocchini > Bootcut Shadow 
in arrivo nel 2012

la canzone che ho sentito, Cowboy, è bellissima. 

martedì 21 febbraio 2012

Miami & The Groovers Good Things



1. Good Things (3.09) 
2. On a night train (4.08) 
3. Audrey Hepburn's smile (3.48)
4. Cold in my bones (4.49) 
5. Burning ground (3.10) 
6. Walkin' all alone (3.29)
7. Before your eyes (4.41) 
8. Always the same (4.51) 
9. Under control (2.24)
10. The last r'n'r band (3.00) 
11. Intro > Postcards (4.50)
13.We're still alive (3.13)

Miami & the Groovers:

Lorenzo Semprini: vocals, harp, acoustic guitars
Marco Ferri: drums, cymbals
Beppe Ardito: acoustic and electric guitars, back vocals and vocals on “Before your eyes”
Alessio Raffaelli: piano, keyboards and accordion
Luca Angelici: bass and back vocals
Claudio Giani: saxophone and percussions


martedì 31 gennaio 2012

il primo disco dell'anno 2012


Old Ideas - A record by Leonard Cohen
with Patrick Leonard, Anjani Thomas, Ed Sanders and Dino Soldo


"Going Home" (Cohen, Patrick Leonard) - 3:51
"Amen" - 7:36
"Show Me the Place" (Cohen, P. Leonard) - 4:09
"Darkness" - 4:30
"Anyhow" (Cohen, P. Leonard) - 3:09
"Crazy to Love You" (Cohen, Anjani Thomas) - 3:06
"Come Healing" (Cohen, P. Leonard) - 2:53
"Banjo" - 3:23
"Lullaby" - 4:46
"Different Sides" - 4:06

with The Unified Heart Touring Band

lunedì 21 novembre 2011

The Rolling Stones 1973 European Tour!



The Rolling Stones have unlocked the door to their archive, full of music, film and memorabilia from their incredible, almost 50 year career. At StonesArchive.com you can listen to unheard music, view unseen photographs and films, and look at rare merchandise. Fans have the opportunity to buy items such as signed lithographs, deluxe box sets, even personalized merchandise and tour gear in our shop.
The first item the band are releasing is the long-awaited download of a legendary 1973 concert, recorded at the Forest National in Belgium. Long hailed by die-hard Stones fans as one of the band's greatest live performances, The Brussels Affair has been a mainstay in the underground music world for years. The original bootlegs, sold under such titles as Europe 73, Bedspring Symphony and Brussels Affair, were cobbled together from assorted radio broadcasts, including the syndicated radio programme King Biscuit Flower Hour, and usually contained songs performed at other venues. The new edition, pulled exclusively from the two Brussels gigs, was taken from the original multi-track masters recorded by Andy Johns on the Rolling Stones Mobile Studio. Longtime Stones collaborator Bob Clearmountain applied the final mix.

Brussels was the penultimate stop on a European tour that the Stones embarked upon in the autumn of 1973 to promote the album Goats Head Soup. At the time, the Stones were by far the biggest stars on the planet, and the 21-city tour was met by ecstatic crowds, causing the band to frequently perform two shows a day, as they did at the Forest National arena in Brussels. Despite the frenetic pace, the road trip yielded some of the band's greatest music on stage.
The Brussels Affair captures that greatness. From the opening chords of "Brown Sugar" to the closing crescendo of "Street Fighting Man", the Stones were firing on all cylinders: Keith and Charlie churning out a locomotive-like rhythm section (can any song be played faster than this rendition of "Rip This Joint"?), Mick Taylor delivering a barrage of blistering leads, and Jagger growling and grinding in his blue-sequined best.
Although the Stones began readying a live album of the show for commercial release, the idea was ultimately shelved - a tragedy given the ferocity of the set and the definitive live versions of Stones classics that it presents. Fortunately, that has all changed today. If there was one Rolling Stones bootleg that needed to find its way into the mainstream, Brussels '73 was it.


martedì 15 novembre 2011

Route 61 Music


"Siamo lontani fisicamente, e non solo, dal sogno della Asylum Records, dove facevano musica insieme, scambiandosi le canzoni, Jackson Browne, Tom Waits e gli Eagles. Ma col cuore e col pensiero siamo un po’ da quelle parti... una piccola etichetta discografica, una filosofia precisa, un piccolo laboratorio dove ospitare artisti che si conoscono tra loro, simili tra loro, o con punti di contatto importanti. Il piacere di creare i prodotti che vorremmo acquistare, farli proprio come quelli che piacciono a noi".

Proseguono il sogno e l'avventura della musica made in Little Italy di Ermanno La Bianca & Friends, con l'etichetta indipendente Route 61. Americana made in Italy è il suo slogan.
Dopo For You 2 e Francesco Lucarelli, è la volta di un altro tris di proposte del rock che vive fra la via Emilia (o la via Appia?), il folk del nord e il rock del west.

Live For The Working Class di Daniele Tenca, dell'Indiana (o della Lombardia?), una testimonianza del tour con la Working Class Band, che si apre con una grinta (quasi) alla Willy. E poi i brani portati in concerto da Blues For The Working Class e qualche cover come Johnny 99 (a la Blasters, da sentire, magari su iTunes) e John Henry. Daniele è già un local hero per i suoi fan e il Live è il miglior souvenir da portarsi a casa dopo lo show. Un gran disco di rock & roll, potete leggervi la recensione di Zambellini.

Fathers and Sons è il disco che Donald MacNeill e sua figlia Jen, scozzesi in Italia, hanno realizzato con i pavesi Lowlands. Folk del nord ma anche una calda voce orecchiabile alla Cat Stevens.
Anche mia figlia me li chiede: papà, metti il papà e la bambina. Quella che vuole ascoltare è Fathers and Sons la canzone.

Among The Streams, dei Mardi Gras, romani irlandesi con molto springsteen in corpo. Rock delle chitarre con la ritmica della E Street Band, il brano speciale del disco è Men Improve With Years, una poesia di Yeats messa in musica, cantata dalla voce straordinaria di Liam O’Maonlai (Hothouse Flowers), anche se alla voce ufficiale della formazione, Claudia McDowell, non manca proprio nulla.




lunedì 7 novembre 2011

Tiziano Cantatore > Di parole e di musica



Il momento più felice della canzone italiana è rappresentato probabilmente dall’era dei cantautori, indietro negli anni settanta. Cantanti e autori delle proprie musiche e quasi sempre dei testi, ispirati dai grandi songwriter della scena rock, da Bob Dylan a Leonard Cohen, ma talvolta anche da autori più sperimentali come Tim Buckley o Nick Drake, o magari persino dai Rolling Stones (Finardi, Bennato).
Senza destare clamori Tiziano Cantatore è stato parte di quella scena, con un paio di album editi in quei giorni, Momenti di Uomo ed È sparita l’Orsa Maggiore. Dedicatosi poi alle altre passioni, il giornalismo e la motocicletta, Tiziano non ha appeso la chitarra al chiodo ma è rimasto un appassionato musicista folk di ispirazione americana, le cui strade ha percorso in lungo ed in largo su due ruote. Con il proposito sempre presente di tornare ad incidere, sogno finalmente realizzato 33 anni dopo l’ultimo vinile, con un nuovo album intitolato di parole e di musica. L’ispirazione è chiaramente quella di Fabrizio De André nella sua esperienza con Massimo Bubola, quello dei giorni de l’Indiano e di canzoni come Fiume Sand Creek. La stessa vena richiamata dal recente Barnetti Bros Band dello stesso Bubola con Massimiliano Larocca e Andrea Parodi: il west dell’anima che dal fiume Po arriva al Colorado. Tiziano suona con perizia e sicurezza, ha una voce salda e decisa e la band che l’accompagna non teme confronti con i folk rocker d’oltreoceano. Spuntano anche collaborazioni con l’amico di lunga data Tiziano Sclavi (Dylan Dog) per un paio di testi ed il chitarrista Riccardo Zappa, e qualche cover originaria di entrambe le spiagge dell’Atlantico, come Celia di Phil Ochs, Lake Marie di John Prine o la bella ripresa del folk di protesta d’annata E quando sarò ricco di Anna Identici, il mio momento preferito del disco:

“E quando sarò ricco te lo giuro, non prenderò più il treno pendolare, col gelo che ti inchioda contro il muro e stanco che non riesci a camminare…”

Musicalmente è apprezzabile Il Segreto di Johnny, come pure Ci Sono Giorni, forse il pezzo migliore di Tiziano assieme alla title track, e la evocativa Stella Cadente che potrebbe fare parte del repertorio dell’amico fragile. La citata Lake Marie di John Prine sia pur cantata in italiano tranne che nel ritornello, è il momento più americano del disco, mentre di parole e di musica (la canzone) rappresenta la maturità raggiunta dal cantante. La parola chiave dell’operazione è "passione": come scriveva di recente un recensore l’artigianato non è arte e se nella gradevolezza del tutto manca quella marcia in più che fa scrivere la canzone memorabile o il testo da cantare a pieni polmoni, c’è un fascino nel loser che mette l’anima in un b-movie, un disco “di periferia”.

“di parole e di musica hai riempito la vita, di parole e di musica hai mangiato e bevuto, di parole e di musica ti è rimasto il ricordo, di parole e di musica hai riempito il tuo mondo”

PS: il disco è edito da Capitani Coraggiosi Records, e di trova anche su iTunes. Consiglio di prendersi il tempo di ascoltare almeno E quando sarò ricco e Di parole e di musica. Magari si potrebbe suggerire a Cantatore un’operazione simile a quella del già recensito disco di Alberto Arcangeli, che ha messo a disposizione le sue canzoni sul web per aumentarne la diffusione. In effetti è improbabile che in Italia le vendite di un disco così possano cambiare la vita…

venerdì 16 settembre 2011

Alberto Arcangeli > Pop Down The Rabbit Hole



Se avete nostalgia della Swinging London dei Beatles, del ciondolante suono psichedelico di Syd Barrett e di Donovan o del David Bowie acustico di The Man Who Sold The World, dovreste ascoltare Pop Down The Rabbit Hole dell’italiano Alberto Arcangeli. Non è solo nostalgia; le canzoni potrebbero tranquillamente appartenere al repertorio neo psichedelico di Robin Hitchcock o di certe cose di Wilco o Eels. Gli arrangiamenti sono opera di prezioso cesello, le canzoni intriganti e la voce aggraziata.
Non ho ancora detto la parte migliore: potete ascoltare le canzoni in anteprima sul sito di Arcangeli, che oltretutto nel caso che vi piaccia vi permette di scaricare gratuitamente il disco (e la sua copertina).

Ascoltatelo, potrebbe essere una bella sorpresa. Per me lo è stato.

giovedì 15 settembre 2011

Glory Days Rockisland Rimini 29 settembre 3 ottobre



Glory days è la festa organizzata al Rockisland di Rimini, la Asbury Park di casa nostra, per tutti i rocker romantici di deriva springsteeniana. Cinque giorni di musica e good vibrations dedicati quest'anno a Big Man Clarence Clemons. Qui il programma ufficiale. Blue e Zambo ci saranno. Ci si vede li?

lunedì 5 settembre 2011

Una scorpacciata di Pink Floyd (Why Pink Floyd)



Alla fine sono sempre gli stessi che pagano… e la regola vale anche per i CD. È in corso la ristampa in pompa magna della discografia dei Pink Floyd, indirizzata con ogni evidenza allo stesso pubblico di soliti noti che a suo tempo ha già comperato i dischi originali in vinile e poi la ristampa (già in alta qualità) in CD. L’operazione prende il nome di Why Pink Floyd, e le ristampe rientrano addirittura in tre categorie differenti: Discovery (scoperta), Experience (esperienza) e Immersion (immersione).
Discovery comprende la ristampa di tutti i CD dei Floyd (con l’esclusione però di Relics - vale a dire che mancano canzoni non da poco come Arnold Layne, See Emily Play, Remember A Day, Paintbox, Julia Dream… vale a dire i singoli non compresi nei primi due album). La differenza, capace di ingolosire chi anche possiede la già rispettabile stampa precedente, è che le confezioni sono in digipak, cioè in cartone, di un appeal superiore rispetto alla classica jewel box.
La ristampa Experience è più golosa per gli appasisonati. Infatti aggiunge un secondo CD registrato dal vivo. Al momento sono stati stampati solo l’immancabile glamour The Dark Side Of The Moon e il più interessante Wish You Were Here comprende fra l’altro Shine On You Crazy Diamond dal vivo a Wembley nel 1974 con Raving & Drooling e You’ve Got To Be Crazy, oltre all’inedito Wine Glasses. Brucio d’impazienza per le ristampe precedenti, contando su inediti e versioni live di Atom Heart Mother, Meddle e magari, mai mettere un limite alla provvidenza, registrazioni allargate del periodo Ummagumma.
Il prezzo della Experience sembra essere comunque onesto.
Infine la ristampa Immersion è quella dei lussuosi box con CD e DVD destinati ai teenager di una volta che crescendo sono diventati notai o dentisti.
Per i minimalisti è stato anche stampato un riassunto in un solo CD, A Foot In The Door - the best of.

martedì 30 agosto 2011

Lou Reed + Metallica

Lou Reed ed i Metallica, che già si erano trovati a suonare assieme dal vivo qualche brano dei Velvet Underground, hanno registrato un disco di dieci brani dal titolo Lulu, in uscita il 30 ottobre. Lou è entusiasta del risultato, di cui parla come del suo disco migliore. Conoscendo il giudizio che l'artista ha dei propri lavori (vedi Metal Machine Music), non c'è da esserne certi.


Qui gli articoli in cui abbiamo parlato di Lou Reed su BEAT. 

sabato 13 agosto 2011

Southside Johnny > Uomini senza donne


C'era un'altra grande band ad Asbury Park: Southside Johnny And The Asbury Jukes, la big band con i fiati che Bruce Springsteen avrebbe voluto negli anni a suonare nei club della spiaggia prima del successo. Lo Shore Sound, lo chiamano. Fino al 1978 era Miami Steve Van Zandt il leader musicale di quella gang, quando dopo aver chiuso le interminabili registrazioni che portarono al capolavoro di Darkness On The Edge Of Town di Bruce, registrò con i Jukes Heart Of Stone, con qualche canzone rubata alle registrazioni del Boss (come quella che diede il titolo al disco) e molti pezzi di proprio pugno. In più Steve volle dare al disco il proprio sound, quello per il quale aveva discusso in sala di registrazione con Bruce ("Steve vuole avere sempre ragione").
Molti brani restarono fuori dalle registrazioni di Heart Of Stone (per esempio Inside of Me, Princess of Little Italy, Until the Good Is Gone, Forever, Angel Eyes, I've Been Waiting) e Steve le registrò nel 1982 come Little Steven and the Disciples Of Soul, con il titolo di Men Without Women con membri degli Asbury Jukes, E Street Band e Miami Horns. Fu un buon album, ma non ebbe un successo commerciale.



Racconta il Southside Johnny dei giorni nostri che lo ascoltava in auto e pensava: "non posso credere che non sia stato un successo. Grandi canzoni, grandi arrangiamenti ed una killer band" (backstreets.com). Da qui l'idea di ridare vita all'album. Per il concerto del 4 di Luglio di quest'anno allo Stone Pony Southside Johnny & The Asbury Jukes hanno ripresentato il disco per intero. Per chiudere con una versione di Heart Of Stone con un assolo di sax di Ed Manion a rendere omaggio al Big Man di Jungleland; infine ha chiamato sul palco proprio Little Steven per qualche duetto di Sam & Dave, Ray Charles e la chiusura di rito con I Don't Want To Go Home (il pezzo scritto da Steve con cui i Jukes chiudono i loro concerti).


Storie di Asbury park, di cui noi leggiamo solamente. Ma questa volta l'idea è di pubblicare il concerto di Men Without Women a nome dei Jukes. Non vedo l'ora. 

(fotografie © Backstreets.com)

venerdì 29 luglio 2011

Oceans to drink: Stan Ridgway in Italia (by Massimo Trapletti)


"Ci capitava spesso di andare a concerti e ci succedeva spesso che gli spettacoli non fossero proprio sotto casa e nemmeno in giorni di riposo. Poi lo scorrere degli anni e delle cose, gli annessi, i connessi e, forse, anche un po’ di distacco rendono questi momenti meno frequenti... Però è sufficiente una serata con una vecchia conoscenza per riassaporare certe piccole emozioni.
Qualche numero, portate pazienza, per aiutare a comprendere:
32° - gradi (temperatura media)
390 i km consumati (andata e ritorno)
2.45 – orario di rientro….

Stan Ridgway è ormai un signore di 57 anni, dotato di comunicativa e sense of humour che da anni gira gli States, e se c’è occasione anche il resto del mondo, con la sua signora alle tastiere e un paio di vecchi amici a completare la band. Così è stato anche l’altra sera ad Asti. Una serata semplice, una bella cornice e un pubblico diviso tra “zoccoloduristi” e semplici curiosi, tutti comodamente seduti ad ascoltare uno dei più originali songwriter americani degli ultimi decenni. La voce, l’armonica il suono della chitarra rimandano sempre al west… rispetto agli ultimi lavori meno ballate e meno folk e qualche concessione in più al periodo Wall Of Voodoo e alle prime opere da solista. Ma non è solo il concerto, il suono, NEON MIRAGE (ultimo suo lavoro) ma è quello che serate come queste possono rappresentare…. e non essendo in grado di spiegarvelo come vorrei prendo a prestito le parole di una delle più belle canzoni del nostro, (che l’altra sera non ha eseguito), ”A mission in life”:


“You got a mission in life, to hold out your hand…
to help the other guys out, help your fellow men…
that’s why I own this bar, they are thirsty outside
I give them oceans to drink, then they drawn in the tide…”


Non so se il senso della canzone sia questo ma potrebbe anche esserlo per cui un grazie a Stan che ha rispettato la sua missione regalando a noi che siamo qua fuori, oceani da bere prima di tornare a combattere per non affondare nella marea.
Ne consegue che anche domani si possono rifare 390 km (andate e ritorno)- La sete è sempre tanta.

Thanks folks!!!"

Massimo Trapletti